Focus: il Bembé do Mercado


Bembé do Mercado, Santo Amaro

Nel piccolo villaggio di Santo Amaro da Purificação, il 13 maggio è un giorno speciale. É il giorno del Bembè do Mercado, la più grande celebrazione del Candomblè all’aperto. Un occasione per festeggiare la fine della schiavitù e per riaffermare la cultura afro del Brasile. Bembè è sinonimo di Candomblè, cioè la variante brasiliana del più celebre Vodoo.

 

Più di quaranta Terreiros (i centri in cui si pratica il culto) si riuniscono in questo giorno per pregare le Orixas, gli dei del Candomblè. La tradizione trova le sue origini nel 13 maggio del 1888, quando Joao de Obà, uno schiavo portato dai portoghesi in Brasile via Mali, ringraziò le Orixas per aver concesso l’abolizione della schiavitù suonando, in pubblico, il tamburo sacro (strumento tipico delle celebrazione di questo culto afro) sul ponte di Xereù. Il gesto di Joao de Obà potrebbe sembrare insignificante, ma in quei tempi qualsiasi culto che non fosse strettamente collegato al Cristianesimo era vietato dalla legge e mal sopportato dalla società di fede cristiana, soprattutto se celebrato in un luogo pubblico.

 

Originariamente il Bembè do Mercado si svolgeva durante tre giorni e tre notti. Poi è stato esteso a 4 notti e 5 giorni. Una leggenda narra che una grande piaga si abbatterà su quelle persone che cercheranno di impedire la celebrazione della festa. I baiani cristiani prendono molto sul serio il Candoblè e finora non ci sono stati casi per cui il culto non è stato celebrato a causa di proteste o accuse di qualsiasi genere.

 

La festa è molto autentica. L’odore dell’acarajè, del vatapà e del carurù, i cibi tipici associati alle Orixas, si espande nell’aria. Il suono incessante dei tamburi da il ritmo alla festa. Mae Lidia, la sacerdotessa più anziana tra i mae o pai de santos da l’inizio alle celebrazioni. Il ritmo è terrificante e i credenti cominciano a danzare, girando in circolo dentro il Terreiro costruito nella pizza del mercato. Per quattro notti i fedeli non si fermano. Dalle nove di sera fino all’alba i tamburi non smettono di suonare. Poi il quinto giorno, di mattina, si trasferiscono tutti sulla spiaggia di Itapema, per lasciare le offerte a Yemanjà e chiudere la festa del Bembè.

 

Santo Amaro da Purificação è senza dubbio un villaggio speciale. Poco più di 20mila abitanti, a 100km dalla capitale dello stato di Bahia, Salvador. E’ la terra natale di due fenomeni della musica popolare brasiliana: Caetano Veloso e Maria Betanha. Per oltre 30 anni, questo villaggio è stato una vittima innocente dello sviluppo industriale brasiliano. La compagnia francese PEÑARROYA Oxide SA, attualmente leader mondiale nella produzione di acciaio e nel trattamento dei suoi derivati, si è insediata a Santo Amaro negli anni ’60, a 300 metri dal fiume Subaè. Per via della negligenza e della mancanza di controlli, il fiume è stato profondamente inquinato con i residui tossici derivati dal trattamento dell’acciaio e ha causato gravi problemi ambientali in tutta la zona. Solo nel 1993 la fabbrica è stata chiusa, dopo 33 anni di attività. Le conseguenze devastanti delle attività della PEÑARROYA Oxide SA stanno affliggendo tutt’ora Santo Amaro. Problemi respiratori, danni al sistema nervoso, perdita di memoria e delle facoltà cognitive, sono problemi molto diffusi tra gli abitanti del villaggio. Durante il Bembè do Mercado però, non c’è traccia di questa triste storia. C’è solo il ritmo incessante dei tamburi che accompagna il ballo dei seguaci del Candomblè.

 

Eliano Rossi, all rights reserved.

 

Pai de Santo making his offert to the Gods


 

Mae Lidia recives greetings from the pais dos santos

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