Il protagonismo dei BRICS a Davos e il dilemma inflazione


Durante l’apertura del  World Economic Forum a Davos  i grandi protagonisti non sono stati né gli Stati Uniti di Obama, né la Germania della Merkel, ma i paesi del BRIC. E la sensazione è che continueranno a  esserlo a lungo. Se il Pil mondiale è in crescita del 4,4% lo si deve alla Cina, all’India e al Brasile. La Russia, che non cresce ai livelli degli altri paesi BRIC (3,8% nel 2010) si è mostrata comunque propositiva e ha lanciato l’idea di inaugurare un fondo sovrano speciale, dove confluirebbe una combinazione tra asset pubblici e investimenti privati. Il presidente russo Dmitrji Medvedev ha anche proposto di inserire le monete dei BRIC nei diritti speciali di prelievo (SDRs, special drowing rights), ovvero un tipo particolare di valuta che forma l’unità di conto del FMI, composto da un paniere di valute, allo scopo di rimpiazzare l’oro nelle transazioni internazionali.

Ma i paesi del BRIC si trovano di fronte a un dilemma, che probabilmente sarà discusso durante il Forum di Davos: continuare a puntare sulla crescita sfrenata, rischiando un’aumento dell’inflazione, oppure alzare i tassi d’interesse e frenare la crescita?

Eliano Rossi

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