Obama e il gigante verde oro


Dilma Roussef chiede agli Stati Uniti fatti, non più retorica. Obama invece prende altro tempo. Il Brasile dovrà ancora aspettare per vedersi riconoscere il ruolo di leader globale e di partner economico privilegiato degli americani. La visita del presidente degli Stati Uniti al gigante sudamericano ha lasciato le porte aperte per molti accordi futuri, ma nulla è stato ratificato.

Per Dilma l’epoca in cui gli Stati Uniti guardavano il Brasile dall’alto in basso deve chiudersi. I brasiliani voglio essere trattati alla pari. Sul piatto ci sono svariati accordi economici, la riduzione delle barriere doganali sui prodotti brasiliani e un posto nel Consiglio permanente di sicurezza delle Nazioni Unite. Obama guarda al Brasile con profondo rispetto e, dopo gli screzi diplomatici seguiti alla politica estera di Lula sull’Iran, ha trovato una presidente pronta a fortificare un’amicizia che sembrava essersi indebolita.

La massima attenzione è stata riservata alle questioni economiche. Dilma ha messo in chiaro che si aspetta da parte degli Stati Uniti la revisione delle politiche doganali sull’etanolo, sul cotone e sulla carne bovina. Prodotti con cui oggi il Brasile può competere a livello globale. D’altro canto, gli Stati Uniti si sono mostrati molto interessati ai grandi giacimenti di petrolio offshore, che saranno sfruttati a pieno regime nei prossimi anni.

Altre bozze d’accordo sono state trovate sui possibili investimenti che le società americane potrebbero effettuare in Brasile in vista della Coppa del Mondo 2014 e dei giochi olimpici del 2016. Inoltre si sono fatti passi avanti sull’accordo “Open skies” (cieli aperti), una sorta di mercato aperto tra i due paesi che liberalizzerebbe il settore dell’aviazione civile.

Con un certo imbarazzo Obama ha dovuto glissare sulla richiesta brasiliana di avere un seggio permanente al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Infatti, durante lo scorso autunno, il presidente degli Stati Uniti si era speso con parole favorevoli per l’entrata dell’India nel Consiglio. L’entrata di uno dei paesi del Bric sembra essere una possibilità che riscontra il favore della comunità internazionale, ma due paesi sono troppi e l’India sembra essere arrivata prima del Brasile.

Rimarranno negli occhi del mondo le immagini di Obama che tira calci a un pallone a Rio de Janeiro e il forte simbolismo dell’incontro con Dilma. Un uomo di colore e una donna che si discutono sul futuro dei due giganti americani.

Eliano Rossi

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