Una “Bolsa familia” per l’India?


Quasi il 50% dei bambini sotto i tre anni si nutre meno di quanto avrebbe bisogno. In India il problema della malnutrizione è noto da tempo. Ciò che preoccupa è che le percentuali relative a questo problema, invece di diminuire a seguito della sfrenata crescita economica, aumentano. Studi fatti dall’Università del Sussex affermano che per ogni incremento del 3-4% del reddito pro-capite il tasso di malnutrizione dovrebbe scendere dell’1%, ma tale fenomeno non si sta verificando. La gente mangiava di più quando era più povera e a nulla sono servite le politiche pubbliche del governo per attenuare il problema. Il Sistema pubblico di distribuzione (Pds) stabilito dal governo indiano è considerato il più grande sistema di food security al mondo, ma non riesce ad attenuare una piaga sociale così diffusa nel paese a causa delle gravi inefficienze del sistema amministrativo. Si tratta di un programma che prevede lo spaccio di alimenti sussidiati dal governo attraverso una rete di Fair Price shops alle persone indigenti iscritte in una apposita lista. A seguito dell’iscrizione, le persone ricevono una “carta della razione” con la quale possono andare ad acquistare cibo a prezzo scontato negli spacci. A causa della poca chiarezza relativa ai criteri di iscrizione nelle liste, della poca redditività per i gestori dei Fair Price Shops, che rivendono il cibo di maggior qualità sussidiato dal governo e distribuiscono alimenti di qualità inferiore, a causa delle continue rapine agli spacci etc. il servizio non sta raggiungendo l’obbiettivo per il quale è stato creato.

Le cause della malnutrizione vanno ricercate negli ambiti della considerazione della donna, dell’alto grado di esclusione sociale di una larga parte della società e nelle cattive abitudini alimentari. Alle donne è spesso impedito di prendersi cura di se, dato che il loro ruolo nella famiglia è quello di servire i mariti e far crescere i figli. Va da sé che se le donne non si prendono cura di se stesse non possono prendersi cura bene neanche dei loro figli. Inoltre il tasso di malnutrizione aumenta dove è forte la componente delle caste e delle tribù: gli stati del Bhiar e dell’Orissa hanno un tasso di malnutrizione maggiore rispetto all’Andhra Pradesh e il Kerala, che presentano meno gruppi esclusi dalla società. Mettiamoci pure il dato sorprendente che rivela come un terzo dei bambini che provengono dal 20% delle famiglie ricche del Paese sono anche loro malnutriti, per cause che spesso possono ricondursi alla riluttanza con la quale le madri allattano al seno i propri figli. Ma allora non sarebbe meglio istituire una “Bolsa familia” sul modello brasiliano anche in India? Dare soldi alle madri per mandare a scuola i loro figli, fornendo gli istituti di mense adeguate, non aiuterebbe l’istruzione e la nutrizione dei bambini indiani, soprattutto quelli che vengono da situazioni di esclusione sociale? Inoltre non contribuirebbe a migliorare la condizione della donna?

Eliano Rossi

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