Pronti investimenti cinesi in Russia. Una mossa che conviene a entrambi


Dmitrij Anatolevic Medvedev, Presidene della Federazione Russa e Hu Jintao, Presidente della Repubblica Popolare Cinese

Alla Cina non basta più guidare la classifica dell’import in Russia. Il vasto mercato interno e le grandi risorse naturali dei sovietici hanno fatto venire l’acquolina in bocca a Pechino. La China Investment Corporation, il fondo sovrano con più 332 miliardi di dollari di capitale (dato del 2009, oggi sarà sicuramente di più), ha visto grandi potenzialità di sviluppo nel paese guidato da Medvedev e Putin. Per questo, secondo la Xinhua News Agency,  ha intenzione di creare un fondo d’investimento diretto e di approfittare delle privatizzazioni che verranno attuate dal governo. L’agenzia di stampa ufficiale del Governo Popolare Cinese ha citato direttamente Lou Jiwei, presidente del cda della Cic e considerato da Forbes il 34esimo uomo più potente al mondo.

Pechino guida già l’import dell’ex paese sovietico con 7.805 milioni di dollari, ma vuole di più. Tra i due componenti dei Brics ci sono già molte intese in ballo e la crescente stabilità di Mosca sta convincendo sempre più nuovi investitori. Al’inizio del 2010, l’economia guidata da Alexei Kudrin non pareva in condizioni smaglianti: la crescita della disoccupazione, il calo dei redditi e un Pil in diminuzione destavano qualche preoccupazione. Nonostante questo dal Cremlino trapelava fiducia:  dopo un calo dei salari nel 2009 del 3,4%, nel 2010 l’incremento è stato dello 0,9%. Con questo miglioramento anche la crescita dei consumi ne ha tratto vantaggio.  E il Pil nel 2010 è aumentato del 4%, il livello più importante tra tutti i Paesi del G8.  Secondo Vladimir Putin, per l’anno in corso la previsione di crescita è al 4,2%,

A far sorridere ancora di più gli economisti sulle rive del Don è stato il miglioramento della classe media: ha ripreso a spendere ed è la più vasta di tutti i Brics, sia in termini assoluti che in percentuale sul totale della popolazione. I russi con un reddito pro capite superiore a 25.000 rubli al mese – circa 635 euro – tra il 2009 e il 2010 sono passati da un + 15,6% a un + 19,2%. Ormai uno su tre appartiene a questo gruppo di benestanti.

Ma in questa Eldorado non tutto è perfetto: l’economia è stabile, certo, ma ha ancora un’eccessiva dipendenza dall’andamento dei prezzi dell’energia e della materie prime. Inoltre la scarsa diversificazione di prodotti e servizi potrebbe avere conseguenze proprio sulla solidità economica. Fatti due conti, da Pechino sembra abbiano deciso che valga la pena rischiare qualcosina. Anche perché da Mosca fanno sapere che è pronto un intervento di circa 10 miliardi di dollari per attrarre investimenti stranieri e modernizzare l’economia. L’abbraccio tra i Brics si fa sempre più stretto.

Stefano Glenzer

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