Il Brasile si lancia nella produzione dei tablets


Sgravi fiscali molto generosi per chi fabbricherà computer, ma sopratutto tablets. Il Brasile punta sulla tecnologia per continuare ad attrarre nuovi investimenti dall’estero, aumentare la produzione interna e creare posti di lavoro. Con il decreto legge ad hoc, approvato lo scorso 24 maggio, il governo Rousself non solo stimola l’economia, ma continua anche la prevenzione del male olandese, ovvero al “rischio deindustrializzazione” causato dagli effetti del massiccio export di materie prime e dal costante apprezzamento del Real, che negli ultimi mesi sta rendendo meno competitivi i beni fabbricati in Brasile. E così Dilma e il ministro dell’Economia Guido Mantega, stanno usando un mix di strumenti di politica economica e fiscale per bilanciare la crescita, controllare l’inflazione e creare nuovi posti di lavoro. L’ultimo decreto si inserisce proprio in questa linea.

Il ministro Mantega ha spiegato che gli incentivi fiscali potrebbero diminuire del 31% il prezzo dei tablets prodotti in Brasile e renderanno il Paese attrattivo sia come piattaforma per le esportazioni, sia come potenziale cliente, grazie alla continua crescita della capacità di acquisto del suo enorme mercato interno.

Il decreto include, oltre alle tavolette, sgravi anche per i computer da scrivania e i portatili. Inoltre comporta l’abbassamento delle tariffe doganali sui componenti, la riduzione dell’imposta sui prodotti industriali e dei contributi verso la “securidad social”. Per accedere agli sgravi, però, le imprese dovranno produrre come minimo il 20% dei componenti dei tablets.

I primi effetti dell’annuncio non hanno tardato ad arrivare. Il ministro della Scienza e della Tecnologia Aloizio Mercadante ha dichiarato che ci sono già dodici multinazionali interessate a fabbricare tablets in Brasile, tra cui spiccano i nomi della taiwanese Foxconn, che aveva già predisposto investimenti per 12.000 milioni di dollari nel Paese sudamericano, le coreane Samsung e Lg, e l’americana Motorola. Oltre a questi giganti della tecnologia, secondo un comunicato divulgato dallo stesso Ministero, sarebbero interessate ad investire anche la Semp, la Toshiba, l’Envision e la Samnia, oltre alle brasiliane Positivo, Itautec, Compalead, Aiox e MXT.

Una scelta saggia quella del Governo Rousself. Non solo permette al Brasile di inserirsi nella produzione di un bene dalle grandi potenzialità di crescita, ma anche di acquisire know how produttivo e di creare posti di lavoro.

Eliano Rossi 

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