L’economia sudafricana corre ma i problemi rimangono


Giovane di colore senza lavoro

Uno strappo che nessuno si aspettava. Nel primo trimestre del 2011 il Pil del Sudafrica ha fatto un balzo del 4,8% laddove gli analisti avevano predetto un rallentamento fino al 4,2%. E dire che negli ultimi trimestri del 2010 l’indice aveva raggiunto il 4,5%. Certo, siamo ancora lontani dal +7,8% dell’India o dall’atteso e surriscaldante (per loro) +9,3% della Cina, ma sono situazioni diverse.

Il Sudafrica è entrato da poco nella cerchia dei Brics e ha ancora molti problemi strutturali e occupazionali. L’economia, fondata soprattutto su agricoltura, risorse minerarie ed export di materie prime, è di piccole dimensioni e quindi vulnerabile alle fluttuazioni dei mercati. Tuttavia, attira sempre più capitali stranieri. Le note dolenti sono il tasso di disoccupazione, salito al 25% nel primo trimestre di quest’anno, e la corruzione dilagante. Oltre ovviamente alle grandi differenze socioeconomiche: secondo l’indice di Gini calcolato dalla Cia nel 2009, che riporta la distribuzione del reddito di un paese, il Sudafrica è in fondo alla classifica con un punteggio superiore allo 0,6 – laddove 0 è il massimo equilibrio tra i redditi e 1 è il più ampio spread. Solo Sierra Leone, Repubblica Democratica del Congo, Botswana e Namibia sono messe peggio. Tanto per capire il rapporto, l’Algeria è tra 0,35 e 0,39 e l’Italia tra 0,30 e 0,34. Però la rimonta è partita. Di chi è il merito di questo gran risultato?

Il Sudafrica è il secondo esportatore mondiale di canna da zucchero: nel 2010 è stato superato dal Perù

Soprattutto dei bassi tassi d’interesse degli ultimi 30 anni: hanno dato slancio alla manifattura, che rappresenta il 15% del Pil, per andare incontro alla crescente domanda – la quale occupa circa due terzi del mercato interno. L’incremento manifatturiero è stato del 14,5% tra gennaio e marzo, il più alto da tre anni. Eppure, tutto questo non basta. L’Europa, con il suo rallentamento e i suoi problemi, ha giocato un brutto scherzo alla maggiore economia africana. Il vecchio continente assorbe circa un terzo dell’export sudafricano e se va in crisi è ovvio che Johannesburg ne risenta. Inoltre, secondo il governo, la crescita annua dovrebbe arrivare a toccare la cifra monstre del 7% per poter creare quei 5 milioni di posti di lavoro di cui hanno disperatamente bisogno entro il 2020.

Stefano Glenzer

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