Se il Messico è più economico della Cina


Cina = manodopera a basso prezzo. Questa equazione ha governato negli ultimi dieci anni l’economia mondiale. Ma in un futuro più o meno prossimo potrebbe non essere più valida.

Sul Sole 24 Ore di venerdì 26 agosto il corrispondente dal Sud America Roberto da Rin propone un interessante confronto tra l’evoluzione del costo del lavoro in Cina e Messico negli ultimi 6 anni. L’ottica è quella di un’azienda americana che debba decidere dove delocalizzare. Ecco cosa raccontano i numeri:

Dieci anni fa il settore manifatturiero cinese era del 237% più economico di quello messicano. Oggi la Cina è più competitiva solo del 14 per cento. Ciò significa che i salari sono praticamente uguali se si tiene conto del fatto che i costi di trasporto dalla Cina agli Stati Uniti sono ben più cari di quelli dal Messico.

E’  solo un indizio, ma significativo, di un cambiamento in corso. Magari previsto, ma non per questo meno esplosivo. La Cina non potrà continuare ad essere per sempre la fabbrica del pianeta. La rivalutazione dello yuan, a cui le autorità del Paese sono costrette dalla bolla inflattiva, dovrebbe accelerare il processo. Si restringe il tempo per concepire e realizzare un modello economico diverso, in cui consumi interni e produzione ad alto valore aggiunto abbiano un peso decisivo. Un’economia della conoscenza, in un Paese comunista.

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