Brasile, il compleanno di una donna speciale. Santo Amaro celebra dona Canô


L’ho conosciuta durante un viaggio in Brasile, mentre lavoravo al reportage sul Bembè do Mercado, una delle più grandi manifestazioni di Candomblè del Paese. Era la mattina dell’ultimo giorno di festa. La gente di Santo Amaro da Purificação si recava nella “piazza del Mercato” a porgere le offerte per gli Orixàs. Intorno all’altare, al centro del Terreiro, c’erano tanti fedeli. Fuori dalla piazza i pai do santo preparavano i camion per andare alla spiaggia di Itapema. Di li a poco centinaia di persone sarebbero arrivate sulla riva del mare, nella Baìa de Todos-os-Santos, per donare le loro offerte a Yemanjà.

All’improvviso, nel Terreiro, la gente cominciò a mormorare con la mano davanti alla bocca. Non riuscivo a capire di cosa parlassero. Tra la folla si aprì un varco spontaneo in modo da lasciar passare una donna su una carrozzella. La stessa che avevo visto raffigurata in tutti gli angoli della città senza sapere chi fosse. La conduceva Rodrigo Veloso, l’assessore alla cultura di Santo Amaro, che si era presentato curioso la sera prima chiedendomi chi fossi e per chi lavorassi, tra una birra e l’altra. Skoll ovviamente.

Mi girai verso Jamile e le chiesi: chi è questa donna? «Dona Canô» mi disse, «la madre di Caetano Veloso e Maria Bethania», due fenomeni assoluti della musica popolare brasiliana.

Rodrigo spingeva la carrozzella al centro del Terreiro avvicinandola all’altare. Dona Canô voleva rendere omaggio agli Orixàs. Tutti la conoscono, tutti vogliono sempre salutarla. Un paio di fotografi cominciarono a martoriarla con il flash. Volevano “la foto” di dona Canô. Io ne scattai un paio, poi lasciai perdere, attratto dal magnetismo che emanava quella donna, debilitata nel corpo, ma con un’energia negli occhi che solo le persone speciali hanno. E dona Canô rientra nella categoria.

Oltre ad aver dato la luce a Caetano Veloso e la Bethania, artisti che hanno elevato Bahia e il Brasile in tutto il mondo, è stata la voce della protesta di Santo Amaro contro i crimini che le imprese straniere perpetravano alla sua terra e alla sua gente. Per più di trent’anni il fiume Subaè, che attraversa la cittadina, è stato inquinato dalla PEÑARROYA Oxide SA, con residui tossici e derivati dal trattamento dell’acciaio. Una percentuale enorme di persone nel paese ha sofferto e soffre di disturbi respiratori, danni al sistema nervoso, perdita di memoria e delle facoltà cognitive. Dona Canô li ha sempre difesi. E’ stata la loro voce contro le ingiustizie, usando la sua popolarità per proteggerli e chiedere giustizia.


Per questo tutti le vogliono bene e le augurano altri 100 anni di vita. Dieci anni fa il governo di Bahia ha inaugurato, proprio a Santo Amaro, un teatro che porta il suo nome. Il Teatro “dona Canô”, che fino ad oggi ha ospitato più di 1000 eventi e ricevuto circa 30 mila visitatori.

Eliano Rossi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...