Nel Brasile del boom, il dramma dei tagliatori di canna


Pubblicato da Eliano Rossi su “The Post Internazionale”, riprodotto su Wikibric(s)

“Sei del ministero o del sindacato?”, chiede Marta, tagliatrice di canna da zucchero della raffineria di etanolo Santa Maria, a Medeiros Neto, nell’estremo sud dello stato di Bahia. E’ curiosa perchè negli ultimi tempi i lavoratori ricevono molte visite dalle istituzioni e dalle parti sociali. C’è un gran movimento intorno al mondo dell’etanolo, ma lei può solo intuire quello che succederà. Un accordo del 2007 tra gli enti locali e il governo di San Paolo ha aperto la strada a una direttiva federale che cambierà la vita di molte persone, tra cui quella di Marta. Dal 2014 sarà vietato ai produttori di etanolo bruciare le foglie di canna da zucchero, causando la meccanizzazione del processo di taglio. Ogni macchina sostituirà il lavoro di 97 persone e creerà un’ondata di disoccupati senza futuro. In 600mila perderanno il lavoro e dovranno, in qualche modo, reinventarsi. Sono tutti tagliatori di canna da zucchero, il vero oro brasiliano. Un mestiere antico, fatto da gente di bassa estrazione sociale e scarsa educazione scolastica. Per loro sarà difficile sbarcare il lunario. Il Paese si trova in pieno boom economico, ma richiede sempre più manodopera qualificata.

 

Nel Nord Est brasiliano ci sono campi di canna da zucchero a perdita d’occhio. Di tanto in tanto ci si imbatte in gruppi di persone curve che tagliano i fusti della pianta. Arrivano sugli autobus della raffineria. Li prendono dai dormitori che gli usineros, gli imprenditori del settore, mettono a disposizione e li accompagnano nella zona di lavoro. La giornata comincia presto, alle sei di mattina. Prima di impugnare il machete si concedono un cafezinho, poi piegano la schiena e cominciano a tagliare la canna. Il loro stipendio dipende da quello che tagliano, quindi non c’è tempo per le distrazioni. E i soldi sono pochi: circa 30 centesimi di Real per metro quadrato. Ma quel poco che guadagnano è fondamentale. Spesso sono figli di tagliatori che hanno sempre fatto quel mestiere. Non conoscono altro modo per guadagnarsi la vita. E anche grazie a loro il Paese ha sviluppato, nel tempo, una tecnologia all’avanguardia nel mondo. L’etanolo brasiliano, per il momento, è l’unico vero sostituto del petrolio già testato su larga scala. Le macchine con motore flex, nove su dieci in Brasile, hanno prestazioni simili a quelle a benzina, ma inquinano molto meno. Si risparmia fino al 70% ai distributori, anche se quest’anno la raccolta di canna è stata più bassa e i prezzi sono aumentati. Un litro di etanolo si produce con un Real, circa 40 centesimi di euro. Nelle stazioni di rifornimento arriva a costare il doppio. Ma è sempre meno della benzina.

 

“ Sembra che sia arrivato il momento della canna da zucchero” dice Israel Filho, direttore della produzione nella raffineria Santa Maria. “Oggi tutto il mondo si sta accorgendo delle potenzialità dell’etanolo a causa del costo del petrolio, anche se sarebbe meglio non illudersi troppo”, continua Israel. “In fondo sono 500 anni che in Brasile dicono che è arrivato il momento della canna, ma poi i prezzi crollano e si ricomincia tutto da capo”.

Non sarebbe la prima volta che accade. Nei primi anni ’90 il prezzo dello zucchero arrivò alle stelle e la produzione di etanolo fu abbandonata, facendo quasi fallire tutto il comparto. Oggi la situazione è cambiata, così come l’atteggiamento del Governo. Conviene sovvenzionare l’etanolo in caso di crisi, piuttosto che lasciarlo fallire e puntare solo sul petrolio.

 

Oltre la questione energetica esiste una questione sociale. “Il lavoro nei campi è duro, anche se le condizioni di lavoro sono migliorate rispetto a qualche anno fa”, racconta Celio Antonio da Silva, supervisore agricolo alla Santa Maria. “Il Governo concede ai tagliatori un sussidio nel periodo di semina, durante il quale non lavorano. Spesso alloggiano nei dormitori delle fabbriche e fanno pure qualche corso di formazione. Comunque il loro futuro non sarà facile. Molti sono quasi analfabeti – racconta Celio – e non so immaginarmi cosa potranno fare quando porteremo le macchine sui campi”. Nel 2014 il Brasile sarà sotto gli occhi di tutti con la Coppa del mondo di calcio. C’è da credere che il Governo di Brasilia farà in modo che tutto fili liscio. Ma 600mila persone avranno poco da festeggiare se non sarà trovata una soluzione alla loro disoccupazione. Dilma e il suo PT, il partito dei lavoratori, non potranno ignorare la causa dei tagliatori di canna da zucchero.Bisognerà spiegare a Marta cosa ne sarà del suo futuro.

 

Eliano Rossi

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